Pensieri

Il modello americano ? Solo quando ci fa comodo

Dunque, com’era chiaro da tempo, la class action - ovvero l’azione risarcitoria collettiva – è stata rinviata all’anno prossimo, dopo che dalla legge è stata cancellata la retroattività. Questo significa che tutti i soprusi che abbiamo subito finora da gestori telefonici, banche, compagnie elettriche o del gas, assicurazioni e quant’altro, sono cancellati definitivamente con tanti saluti ai diritti calpestati dei consumatori.

E si sta verificando puntualmente quello che a metà giugno ha detto il Garante della concorrenza, prof. Antonio Catricalà, il quale riferendosi al Parlamento parlò di “uno stillicidio di iniziative volte a restaurare gli equilibri del passato”. Oggi apprendiamo, per esempio, che la lobby delle assicurazioni ha vinto: torna infatti la polizza pluriennale che era stata abolita da Bersani. Una delle sue lenzuolate consentiva all’utente di scegliere di anno in anno la polizza più conveniente. Questo aveva provocato, vivaddio, un principio di concorrenza fra le compagnie. Dico un principio perché il provvedimento era stato mal digerito, tanto è vero che la lobby è riuscita a ribaltarlo. Continua a leggere… »

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lug  09
3
alle 10:30
da Antonio Lubrano

Da sapere, Pensieri

L’orchestra dei senza vergogna sulle spiagge italiane

A sentirli in televisione tutti i gestori di stabilimenti balneari cantano lo stesso ritornello: prezzi invariati rispetto all’anno scorso. Il problema è che lo dicevano anche alla vigilia dell’estate 2008 e di quella del 2007 e non era vero. Eventuali ritocchi? – chiedono i cronisti increduli. “Al massimo il 2%!”. E invece, ecco qua, anche stavolta come ogni anno le bugie fanno concorrenza ai granelli di sabbia. Una associazione di consumatori, il Codacons, ha condotto una indagine in diversi paesi europei bagnati dal mare ed ha scoperto, come sapete, che l’Italia è la più cara di tutte: per ombrellone, lettino, sdraio, due bottiglie di minerale e due panini, una coppia di bagnanti spenderà quest’anno 35 euro al giorno ma può arrivare anche a 50 euro nelle località più esclusive. La stessa coppia in Croazia spenderebbe 20 euro, in Grecia 22, in Spagna 24 e in Turchia 25.

Da noi, dunque, la spiaggia scotta. Ma c’è di peggio: risultano in forte aumento lungo il perimetro italico le concessioni demaniali ad alberghi, villaggi turistici , campeggi prossimi al mare e a nuovi stabilimenti balneari, così sarà problematico quest’anno trovare ancora un po’ di spiaggia libera. Addio bagno gratis? E’ possibile.

E sempre loro, i padroni delle spiagge, nelle succitate interviste televisive, piangono miseria perchè la crisi economica si fa sentire su tutta l’industria delle vacanze. Hanno pure il coraggio di lamentarsi, costoro, con i prezzi che praticano? Potrebbero tranquillamente far parte della famosa orchestra di Renzo Arbore, quella dei “senza vergogna”.

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lug  09
2
alle 01:01
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di jogger il 01/1/70

Mi spiace ma è vero, i prezzi sono + alti, l'anno scorso a marina romea-ravenna 1 ombrellone e ...

Curiosità, Pensieri

Il diavolo nel vinsanto

Chi non ha pratica di chiesa, nel senso che non frequenta, ignora il fenomeno: la crisi delle vocazioni fa sì che oggi i preti si importino dall’Africa, dai paesi dell’Oriente, allo stesso modo le suore. I vecchi parroci muoiono e i giovani, italiani o stranieri che siano, appena assegnati ad una parrocchia devono amministrarne contemporaneamente due, tre, persino quattro. E così succede che un sacerdote quarantenne, originario di Bologna, sia stato fermato all’uscita dell’autostrada Milano-Torino da una pattuglia di carabinieri che gli ha ritirato la patente. Sottoposto all’alcoltest, il suo tasso è risultato pari a 0,8 mentre la legge prevede un limite massimo di 0,5.

“Ma quale ubriaco, ha detto don M.C., è che oggi ho celebrato quattro messe..”. In quattro parrocchie diverse, evidentemente. Eppure nel calice di solito il celebrante versa poche gocce di vinsanto, mai sospettando che il diavolo lo preferisca all’acqua santa.

D’ora in poi dunque i parroci , e in generale i sacerdoti, per conservare la patente dovranno ridurre il numero delle celebrazioni: se quattro messe producono un tasso alcolico pari a 0,8, due – supponiamo - lo limiteranno a 0,4, ossia nella regola.

Di sacerdoti lucidi la società civile ha grande bisogno oggi, specie pensando ai nostri cronici disservizi postali. Prima o poi potrebbe succedere anche da noi quello che si sta profilando in Austria. Lassù le poste federali hanno deciso di chiudere 400 filiali, per riequilibrare i bilanci. Alle proteste del pubblico hanno fatto subito eco le diocesi, lanciando una proposta rivoluzionaria: sacrestani, chierichetti e parroci sono pronti a trasformarsi in portalettere per alleviare il disagio dei cittadini.

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giu  09
30
alle 10:35
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Alberto M il 01/1/70

Come spiegare questo calo delle vocazioni? Io penso che in parte derivi da una Chiesa che si most...

Pensieri

Un po’ di evasori per ogni festa

Ogni anno, in occasione della festa della Guardia di Finanza per l’anniversario della sua fondazione, apprendiamo che sono stati scovati altri evasori fiscali. Stavolta sono 3.200 totali o paratotali che hanno occultato redditi per otto miliardi di euro. L’anno scorso furono se ricordo bene seimila e due anni fa qualche altro migliaio. Così da decenni, che io mi ricordi.
Bene, benissimo.

Ma quanti sono veramente gl’italiani che non pagano le tasse?
Le benemerite Fiamme gialle si sono fatte un’idea delle dimensioni del fenomeno? Il 4 aprile scorso i giornali pubblicarono i dati emersi dal rapporto dell’Agenzia delle Entrae sulle dichiarazioni dei redditi. Non so quanti hanno tenuto a mente il dato più sconcertante: metà dei contribuenti ialini dichiara redditi sotto i quindicimila euro annuali. Qualcuno ha scritto: “Siamo il regno dell’evasione”. Già, un regno dove un ristoratore guadagna meno di un pensionato, di quelli a basso reddito. Seimila euro il ristoratore, dieci-undicimila il pensionato. E come il ristoratore tanti altri lavoratori autonomi o piccoli imprenditori : una pena, credetemi. Meno male che ci sono i lavoratori dipendenti, con una media di 21mila euro, altrimenti lo Stato andrebbe in fallimento..
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giu  09
25
alle 09:45
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Alberto M il 01/1/70

Fuori i nomi di queste persone... Il povero cristo che ruba un pezzo di pane finisce in galera e ...

Pensieri

Napoli fa paura ai turisti stranieri?

Le cifre sono demoralizzanti. A Napoli gli alberghi hanno registrato nel mese di maggio il 12% di presenze in meno rispetto al maggio 08. A Capri nel trimestre gennaio-marzo il 43% in meno, a Ischia il 20%. Le cause? Una la denuncia il presidente della Federalberghi campana, Pasquale Gentile: “L’immagine della città è stata distrutta dall’emergenza rifiuti”. Altri operatori invece, oltre che di monnezza parlano di paura, la paura degli scippi e della microcriminalità in genere. A lungo andare sia sui turisti italiani che sugli stranieri la cronaca martellante fa il suo effetto. Del resto qualunque cosa succede a Napoli fa notizia in tutto il mondo e dunque non c’è difesa.

A contrastare un andamento così negativo c’è una ricerca universitaria e un provvedimento della Regione che ha qualcosa di paradossale. Lo studio della “Federico II” dice che i pochi visitatori danno un giudizio estremamente positivo della città, soddisfatti al 90% sia dell’accoglienza che del patrimonio artistico e naturale. La Regione ha creato un corpo di protettori dei turisti, settanta persone(per ora) in divisa gialla: si tratta di ex detenuti. Funzionerà? Il Comune e la Questura non sembrano convinti.

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giu  09
23
alle 03:08
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Berardi Erminia il 01/1/70

C'è una parte di Napoli che non merita tutto questo.

Banche, Indagine

Sei contento della tua banca? - Il milanese risponde no

Uno dei più bei libri di Giuseppe Marotta (scrittore a torto dimenticato) s’intitolava A Milano non fa freddo. Ebbene in questo torrido giugno almeno per le banche a Milano fa freddo. Una indagine commissionata dal mensile della Cisl rivela che il 54,6% dei milanesi ha poca o nessuna fiducia nelle banche. Il rapporto risulta particolarmente difficile quando si tratta di mutui e prestiti, di investimenti di vario genere e persino per l’apertura di un conto corrente, per un bonifico o per un prelievo.

Quelli che si contentano rappresentano il 43,3% mentre i clienti pienamente soddisfatti sono due su cento.

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giu  09
22
alle 10:22
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Giuseppe il 01/1/70

Però poi tutti a seguire le indicazioni delle banche (ma anche delle assicurazioni e delle Poste...

Assicurazioni

Fermare gli aumenti delle tariffe Rc auto? Macchè.

Ne ho parlato qui all’incirca un mese fa: le assicurazioni hanno intenzione di ritoccare le tariffe Rc auto. E infatti puntualmente gli aumenti (altro che ritocchi) ci sono stati, specie sulle polizze dei ciclomotori, vittime dunque i ragazzi dai diciotto in su.

Ora si prospetta una lievitazione generalizzata, al punto che Giancarlo Giannini, presidente dell’Isvap (l’istituto mdi vigilanza sulle imprese assicurative) è intervenuto con fermezza: “Un nuovo aumento delle tariffe Rc auto non può essere la risposta al rosso registrato dal comparto assicurativo nell’ultimo anno”. Infatti, come avevo accennato in una nota precedente, le compagnie vogliono rifarsi delle perdite subìte in seguito al calo delle immatricolazioni, pari a circa due miliardi di euro nel 2008. Inutile obiettare che se ci sono meno automobili in giro si verificano anche meno incidenti e dunque… Da questo orecchio non ci sentono.
Fabio Cerchiai, presidente dell’Ania, l’associazione delle assicurazioni, sosostiene invece che gli aumenti tariffari sono correlati all’aumento dei sinistri e dei costi”.

Lo stop di Giannini, secondo me, non sortirà alcun effetto. Anche perché nel primo trimestre di questo 2009 la raccolta premi ha registrato un calo del 5,2%.

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giu  09
15
alle 10:03
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Giuseppe il 01/1/70

Reclamo scritto a mezzo raccomandata ar (unico modo per smuoverli), poi se la risposta non arriva...

Pensieri

Addio alle “carrette del mare”

Gli armatori europei stanno studiando l’eventualità di distruggere tutte le navi da carico che hanno venti o trent’anni di età. Quelle che una volta si chiamavano “carrette”, le famose “carrette del mare”. Sono diventate inutili, che cosa c’è da trasportare se nessuno produce più, dalla Cina all’America?

Un giornale specializzato parla della teoria di bastimenti in disarmo temporaneo nella baia di Singapore, che è il più grande porto-container del mondo e rivela che ben 375 piroscafi sono stati demoliti fra il 2008 e i primi mesi di quest’anno. “Mille navi ferme nei porti – grida il titolo -crolla il traffico marittimo”. I porti sono sempre più paralizzati.

Avete mai visto, voi, un porto paralizzato, inattivo? Io sì: non hanno più senso le gigantesche gru che levano le braccia al cielo, i pontili nell’ attesa di navi che non si ormeggeranno mai, le rotaie vedove di carri merci, gli scaricatori che diventano fantasmi.

E avete mai visto una nave in disarmo? Io sì. La ruggine la divora, lo scafo è assalito dall’erba di mare, gli oblò sono ciechi, i fumaiuoli spenti sembrano dita mozzate da un torturatore. Una nave in disarmo è una speranza tradita, un futuro che non nasce. Il disarmo è l’anticamera della demolizione, ossia della morte della nave. E per un paese marinaro come il nostro , i cui marittimi sono valutati tra i migliori del mondo, significa cancellare una tradizione, un’eccellenza come si dice oggi. E se una nave muore, muore con lei anche un pezzo d’Italia.

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giu  09
9
alle 09:51
da Antonio Lubrano

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di Alberto M il 01/1/70

Colpa nostra, se preferiamo al trasporto via mare un costosissimo, pericoloso e inquinante traspo...

Curiosità, Da sapere

Legge sui tatuaggi

Caro dottor Lubrano, ho litigato con mia madre per il tatuaggio che mi sono fatto fare al polso. Dice che i tatuaggi fanno male alla salute. Io non ci credo. Ma non c’è una legge che detta le regole giuste?

No, purtroppo in Italia non esiste. Esistono invece due circolari del Consiglio superiore di Sanità che tracciano le linee guida per l’esecuzione di tatuaggi in condizioni di sicurezza. Ma le circolari non sono leggi. Diverse regioni hanno accolto però queste linee guida nelle loro delibere in materia. Né si conoscono norme comunitarie specifiche, tanto che è stata avviata una indagine dalla stessa Unione europea per sapere come è regolato il tatuaggio nei vari Paesi.

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giu  09
8
alle 11:43
da Antonio Lubrano

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di jogger il 01/1/70

CIAO, premetto che io ne ho tre, nonostante abbia 54 anni ancora non sono pentita di averli fatt...

Diritti

Cinema multisala e rumori

Ho la sventura di abitare sopra un cinema multisala i cuoi rumori raggiungono il mio appartamento fino a notte fonda. Nonostante le lettere di protesta che invio regolarmente da 5 anni, non è cambiato nulla. A chi mi debbo rivolgere?

Questo dei rumori oltre la mezzanotte è un problema che riguarda tutte le città e sembra irisolvibile perché tutte le proteste cadono nel vuoto.
Chi disturba la vita o il riposo delle persone con rumori, strumenti sonori o segnalazioni acustiche, schiamazzi o esercita un’attività rumorosa senza rispettare la legge, può essere condannato fino a tre mesi di carcere e a pagare un’ammenda. Se le lettere di protesta non bastano bisogna richiedere una perizia a un tecnico in acustica e quindi con l’aiuto di un legale bisogna presentare denuncia al tribunale competente.

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giu  09
5
alle 10:38
da Antonio Lubrano

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di Paolo il 01/1/70

TuttoQua, l'Ufficio Tecnico del Comune dove abito dice che non dovrebbero esserci attività rumor...