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La Rai e la cultura
Ho toccato un nervo scoperto e mi fa piacere. Le reazioni alla mia nota di lunedì 3 dicembre confermano che c’è in giro la voglia di una Rai diversa, più autenticamente ancorata alla sua mission di servizio pubblico.
Dice: ma c’è un programma come Passepartout di Philippe D’Averio e quindi “non mi pare che la RAI non faccia cultura” . Magari, aggiunge uno dei miei interlocutori, “ non riesce ad imporla in prima serata..”
A parte il fatto che una rondine, come sappiamo, non fa primavera, c’è da dire che grazie al cielo i programmi di Piero Angela vanno in prima serata e certe trasmissioni di Raitre di taglio squisitamente culturale sono anch’esse collocate nell’ora di punta.
Ma è tutto il resto che delude, fa sentire impotente il telespettatore che vuole scegliere.
“La RAI lavora in modo pessimo, come Mediaset e forse peggio “, dice Gianfranco Dall’Omo. “Si é arroccata nelle fiction, che poi cosa sono? Le fiction sono i foto romanzi che c’erano un tempo. Ha trasportato i fotoromanzi sul video chiamandoli fiction. E’ una cosa indegna, di programmi culturali non ne trasmette affatto. Mai una bella opera lirica, mai una bella commedia di prosa con attori che abbiamo avuto famosi”. E l’osservazione di Maria Ferdinanda Piva coglie un altro aspetto del problema: “Se la Rai avesse coraggio non manderebbe più in onda la pubblicità contemporaneamente a quella delle reti Mediaset.”
Il dibattito è aperto. Aggiungo un elemento che mi riguarda: ho realizzato per sei anni “All’Opera!”, un programma di 55’ nel quale raccontavo i melodrammi più noti e meno noti, con un indice di ascolto che sorprendeva gli stessi dirigenti Rai. In seconda o terza serata superare il milione era un record. Dal 2005 “All’Opera!” non va più in onda perché – giustificazione ufficiale – non ci sono più soldi. Ed era invece una delle trasmissioni più economiche! Da ridere.
da Antonio Lubrano
Ultimo commento:
di Gianfranco.Dall'Omo il 01/1/70
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dicembre 6th, 2007 at 19:22
Innanzitutto la RAI dovrebbe evitare di fare “incultura”, ovvero dovrebbe evitare reality, trash, personaggi discutibili, etc. DOvrebbe comunque essere capace di mantenere uno standard medio che tenda verso la cultura e non che ne sia la totale negazione.. La RAI avrebbe bisogno che la politica ne stesse alla larga vista anche l’ultima infornata di gente installata dal precedente governo, ma si sa che non è la BBC ma la RAI TV..
dicembre 6th, 2007 at 23:39
ma conviene fare cultura ad una classe dirigente come la nostra? non è più facile governare un popolo di ignoranti?
dicembre 7th, 2007 at 14:50
poi, come vedi, il nostro non è un popolo di ignoranti. solo che si è scelta la strada più facile: la discesa. Così nonhai più bisogno di autori bravi, bravi attori e sceneggiatori. Va bene chiunque.
No, purtroppo non c’è un diabolico disegno c’è solo incultura, faciloneria e molta ignoranza.E la politica ci ha messo il carico da ‘90
dicembre 7th, 2007 at 15:39
concordo
dicembre 8th, 2007 at 23:03
il confronto rai/mediaset non pu0′ reggere per un semplice motivo: mediaset non incassa canoni e deve creare valore per i propri azionisti, la RAI ci taglieggia con il canone e ci inonda ugualmente di pubblicita’ a tutte le ore. La differenza e’ tutta in questo inganno; la Rai non deve rendere conto agli azionisti ed al mercato.
dicembre 12th, 2007 at 09:14
Su una mia lagnanza per il canone, la RAI mi ha risposto che non é un canone della RAI ma una tassa di proprietà, come il bollo per la auto. Pertanto la legge stabiliasce che chiunque possegga un televisore deve pagare una tassa, chiamata canone. Quindi se uno ha il televisore e guarda solamente TV private ascludebdo categoricamente la RAI deve comunque pagare il canone.
gennaio 27th, 2008 at 11:14
La RAI va sempre peggio, capisco che non deve essere solamente un pozzo di cultura ma perlomeno rispettare la cultura. Ora ci hanno infilato un orrendo spettacolo di Fiorello che si chiama due minuti, invece duira 20 minuti, dopo di detto spettacolo segue la pubblicità così che i successivi programmi vengono tutti ritardati. Io non guardo assolutamente Fiorello e pertanto cambio programma, dunque alla sera non vedo più RAI 1. Ma non avevano altro da inserire?